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Discectomia cervicale per brachialgia

Cos'è

E’ una tecnica chirurgica che viene usata per risolvere la brachialgia causata dall’ernia discale cervicale. E’ stata ideata da Cloward nel 1951, e successivamente modificata da Smith e Robinson negli anni settanta. Con l’avvento delle più recenti e sicure tecniche microrchirurgiche, l’intervento di discectomia cervicale è diventato una normale procedura chirurgica.

Cosa si fa durante l'intervento

Attraverso una piccola incisione anteriore del collo, si raggiunge il disco cervicale erniato e lo si asporta completamente, rimuovendo l’ernia e liberando la radice nervosa intrappolata, causa del dolore. Il disco viene sostituito con osso sintetico, osso animale, da donatore o osso proprio prelevato dall’anca. Può rendersi necessaria anche una fusione vertebrale con viti e placche.


Anestesia

L'anestesia è sempre generale.

I tempi: intervento, decorso e convalescenza

L’intervento dura dai novanta ai centocinquanta minuti. Il giorno successivo l’intervento il paziente viene alzato e dimesso due giorni dopo l’intervento.

Il dolore post operatorio è minimo, molto minore rispetto a quello a seguito delle procedure eseguite sul tratto lombare. La convalescenza dura due mesi, perché il paziente deve portare un collarino cervicale per un mese e successivamente una fisioterapia può essere necessaria

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La discectomia cervicale prevede l’asportazione del disco attraverso una piccola incisione del collo
Rischi della procedura chirurgica e tasso di successo

La discectomia cervicale viene considetata una procedura a medio rischio di complicanze. La più frequente (1,5%) è una lesione di uno dei nervi che controllano le corde vocali. Questo genera modifiche del tono della voce, di solito transitorie.

Lesioni dell’esofago, del nervo o del midollo sono eventi rarissimi con percentuali dell’uno o due per mille.

Il tasso di successo dell’operazione, inteso come la risoluzione del dolore all’arto superiore colpito, raggiunge il 95%.

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